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La settima vittima
Titolo La settima vittima
Autore Alessandra Santini
Collana Giallo-Noir
Pagine 132
Cod. ISBN 978-88-7841-557-7


2° premio - Premio Letterario Internazionale ''Nova Sociale'', ed. 2010, Nocera Superiore (SA)

3° premio ex-aequo - Premio Letterario Internazionale ''Ida Baruzzi Bertozzi'', XIV ed. Marengo d'Oro 2010, Sestri Levante (GE) - Premiazione il 3 ottobre a Chiavari


3° premio - Premio Internazionale ''Il Convivio 2010'', Castiglione di Sicilia (ME) - Premiazione il 24 ottobre a Giardini Naxos


1° premio narrativa edita - XXVIII Premio letterario “Città di Cava de’ Tirreni” 2011


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La settima vittima

Recensione di Luciano Nanni



Un thriller-noir costruito con maestria. L’autrice ha già al suo attivo altri romanzi dello stesso genere e tutti ugualmente riusciti. Ne ‘La settima vittima’ gioca un ruolo importante la simbologia numerica: sette come i peccati capitali o il sei numero della Bestia; del rituale: il pentacolo e il sacrificio della ‘musica diabolica’ (p. 49) — esiste peraltro il ‘diabolus in musica’; il ‘culto’ arrugginito e rovente per immolare la vittima. Una quantità di elementi, disposti però in modo tale da seguire le indagini e pervenire alla verità. Il romanzo funziona in ogni sua parte, senza superfluità, coerente nella trama, fino alla conclusione quando il cerchio si chiude, anche se il serial killer sembra avere realizzato il suo intento.


(Pubblicata su Literary n. 6/2010)





La settima vittima

Recensione di Marilena Genovese


Alla figura di Mark Terzi l’autrice ci ha già abituati, ma lungi dall’apparire scontata e noiosa, come quando si ascolta un monotono refrain, il nostro caro ispettore fa ancora centro in chi legge, come accade ad un amico di vecchia data che si rivede a distanza di tempo e lo si ritrova uguale a come lo si era lasciato: scaltro, lucido, intelligente, in poche parole un osso duro. E non potrebbe essere altrimenti se è ancora una volta a lui che spetterà il compito di porre fine a una nuova serie di omicidi più macabri del solito: «… Sette devono essere, come i peccati, come le vite dei gatti e delle streghe. Sette, come i giorni della settimana e i cieli del paradiso. De septem peccatis mortalibus …».
Ma questo poliziesco ha qualcosa in più rispetto a tutti gli altri letti sinora: una attenzione ancora più meticolosa al dettaglio – non che gli altri romanzi dell’autrice fossero privi di una tale caratteristica – che, nello specifico, è rappresentata dalla simbologia numerica sopraccennata e del rituale che percorre tutto il testo.
E ancora una volta tutti gli ingredienti sono inseriti al momento giusto in modo tale da dare coerenza al plot fino alla conclusione attesa. La stessa scrittura sposa il brivido, facendo sussultare il lettore con il suo ritmo “cupo” e “martellante, come quello emesso da una musica sinistra: «… dal quale veniva anche una specie di lamento rabbioso, voce dura, gracchiante, sconnessa: sacrifice … sacrifice…».


(Pubblicata su Literary n. 9/2010)


 

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