Pensavo che il mio primo volume di racconti della mia infanzia: “Dammi una rosa…” potesse avere un riscontro negativo da parte dei pochi lettori; invece mi debbo ricredere perché non solo ha avuto un’accoglienza molto positiva, ma ho ricevuto molte testimonianze positive non solo da amici e amiche, ma anche da semplici e sconosciuti lettori, che mi hanno riferito di aver ritrovato spunti di vita del loro passato o di quello dei loro genitori con relative emozioni. Ecco perché mi sono deciso a pubblicare un secondo volume di racconti che partono sempre dalla mia infanzia ora arrivano alla “maturità”, più vicini ai nostri giorni. Li ho intitolati La bellezza del vivere, perché in realtà descrivono momenti di felicità – o meglio di serenità che, nel fragore degli squallidi tempi attuali sono difficili da ritrovare. Ma vogliono essere una testimonianza del passato, un confronto tra usi e costumi del dopo-guerra e l’EVOLUZIONE di oggi, dominata dalla televisione e dai computer e telefonini. Tutti mezzi validissimi che rendono però SCHIAVI gli utenti ed i giovani odierni. Infine la pubblicazione vuole essere uno sprone alla lettura anche insolita, che in apparenza può sembrare solo un fatto personale, ma risulta – a mio avviso – un ricordo direi storico dei tempi trascorsi ed un invito a riviverli come augurio ad un ritorno alla normalità (dopo il Corona-Virus) ed un invito alla ricerca della FELICITÀ che, ancora oggi ognuno potrà trovare nella SPERANZA e nella assoluta convinzione che tutto si può attuare avendo volontà, fermezza nei propositi, continuità e serenità nel cuore, anche contro tutte le avversità. Grazie per chi vorrà leggermi.
Dopo questa parentesi dolorosa Giannino, dato il suo carattere sempre sorridente per superare ogni ostacolo, vuol farvi conoscere i suoi amori.
Definirli tali è un vero eufemismo. A lui piacevano molto le donne, soprattutto le bionde ed anche le rosse.
Il primo “innamoramento” lo ebbe a sei anni per GIANNA, una splendida bambina bionda con gli occhi azzurri, figlia di un grande sarto che abitava al piano sopra lui e con la quale Giannino giocava spesso; ma durò poco tempo perché il padre trasferì l’atelier altrove e da allora lui non ne ebbe più notizie.
Crescendo, nelle comitive che frequentava, era circondato da molte belle ragazze con le quali ballava, faceva finta di flirtare, ma non di più.
Due in particolare l’avevano adocchiato, forse a scopo matrimoniale, ma Lui andava dicendo che sarebbe stato l’ultimo della comitiva a sposarsi.
“MAI DIRE MAI!”.
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